Il cappero s’appende

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Sono un sentiero di campagna
germogli e rovi alle svolte.
Soffro d’insonnia come la luna
e di notte vago il silenzio rotondo
come un’ostia,
cercando l’origine del bello
nascosto nello stupore.
.
Per seguire il tuo passo ho messo
un guinzaglio d’erbe alla caviglia
rasento muri in pietra dove
il cappero s’appende
e stringo solitudini tra le mani
perché la parola s’annidi.
.
Ti appoggio i miei pensieri sulla nuca
in quel punto dove la tenerezza
si concentra senza inganni.
I giorni degli abbracci sono solchi
che mi lasci addosso
e il tempo, perdifiato d’attese,
è un continuo _ stremato _ addio.
.

Ero un tremolio di pensiero

il_canto_delle_bambole
Io non c’ero.
Non avevo mani
né capelli
né voce.
Ero un tremolio di pensiero
fra il giorno e la notte, un fiato breve
a volte un desiderio vago.
Non ero
ma avrei potuto essere chiunque
un operaio di spola
uno skipper sull’oceano
la madre di troppi figli
o una puttana in un bordello di Shangai.
Avrei potuto correre inseguita
di pioggia
o rimanere per anni immobile
nella posizione del loto.
Avrei potuto partire
con una valigia piena di bulbi
di tulipano rosa
o piantare cose inanimate sotto i cespugli.
Avrei potuto morire, esausta d’angoli
ad ogni svolta
o dissipare intelletto
patrimoni
e tutta la mia vita
e tu
non avresti mai neanche potuto
dispiacerti
né compatirmi
né tantomeno amarmi.
.
Mi sorprende adesso il pensiero
che tu voglia sapere dove poso il passo.
.